Cosa significa fare l'ufficio stampa

Cosa significa fare 'ufficio stampa': L'attuale dicitura di ufficio stampa nasce da quella primordiale di relazioni pubbliche per conto di grandi istituzioni o aziende o di importanti personaggi pubblici. Nel corso dei secoli, con lo sviluppo delle forme di comunicazione (iconografie, raffigurazioni, carta stampata, radio, cinema, televisioni, internet, social-blog, ecc.) e quindi con l'ampliamento delle varie specializzazioni delle relazioni pubbliche, si sono create nuove professioni. Alcune di queste attualmente possono corrispondere, per esempio, all'addetto stampa, al portavoce, al press-agent, al director-marketing, al blogger o ad altre ancora che, a seconda delle esigenze, spesso di tendenza, si possono sviluppare nell'ampio mondo della comunicazione. Però non tutte le professioni, nemmeno quella del giornalista, hanno necessariamente le capacità di fare il lavoro di ufficio stampa se non hanno maturato un'esperienza specifica che vada al di là delle loro, seppur eccellenti, doti professionali. A seguito della recente evoluzione della comunicazione avvenuta soprattutto con l'avvento di internet, si è creata anche una diffusa confusione su cosa sia esattamente un ufficio stampa. Per tale ragione, forti della nostra preparazione e della nostra esperienza pluridecennale maturata nei vari settori di questo mondo, ci permettiamo di offrire ai lettori e ai nostri utenti un sintetico promemoria di cosa significhi tecnicamente fare ufficio stampa:

1) l'ufficio stampa (che sia rappresentato da una sola persona o da un ufficio in cui operano più figure con i diversi ruoli) si occupa di gestire le relazioni tra un personaggio (politico, artista, ecc.) o un'azienda (ministero, fabbrica, ecc.) e gli organi di informazione per diffondere sui mass-media le notizie inerenti alla persona/azienda che rappresenta al fine di aumentarne la visibilità;

2) tutte le persone che hanno un ruolo pubblico, tutte le aziende che hanno interesse ad una visibilità mediatica e persino tutti gli eventi e/o prodotti (film, programmi tv, spettacoli, ecc.) e i brand (moda, auto, vini, ecc.) che desiderano aumentare il loro prestigio mediatico possono fornirsi di un ufficio stampa;

3) l'ufficio stampa, per quanto nella scrittura e nei contatti con i mass-media svolga un lavoro simile a quello del giornalista (che deve essere iscritto all'Ordine Dei Giornalisti, che solitamente viene retribuito dall'editore per scrivere articoli e che ha il dovere di fornire informazioni corrette ed oggettive), in realtà svolge un compito ben diverso che consiste nel promuovere e rappresentare gli interessi del personaggio o dell'azienda per cui opera e non ha alcun obbligo di essere iscritto all'O.D.G.; N.B.: una norma risalente al periodo fascista imponeva agli uffici stampa l'iscrizione all'O.D.G. dell'epoca ma fu poi commutata, e raramente applicata su coloro che rifiutano legittimamente l'iscrizione all'attuale O.D.G. in virtù del principio della libertà di pensiero, in sanzione amministrativa per esercizio abusivo di attività (giornalistica);

4) lo strumento tecnico principale dell'ufficio stampa è il comunicato stampa (testo possibilmente corredato di foto) che deve essere inviato ad una mailing-list di testate giornalistiche e a cui seguiranno il lavoro di recall (telefonate di verifica di ricezione del comunicato) e di rassegna stampa (raccolta degli articoli pubblicati; N.B.: in molti casi, con le parti in accordo, questo ultimo aspetto viene tralasciato a causa dei costi elevati che bisognerebbe sostenere per l'acquisto dei giornali e/o per compensare il tempo fisico necessario alla loro raccolta);

5) l'ufficio stampa deve occuparsi anche dell'organizzazione di eventi/conferenze e di presentazioni, della gestione degli inviti e degli accrediti, delle relazioni con i giornalisti e gli ospiti, dei rapporti con i clienti ed i fornitori al fine di incrementare gli interessi non solo mediatici del personaggio/ente/azienda che rappresenta;

6) il lavoro di ufficio stampa, proprio per le sue caratteristiche, non ha un orario di lavoro ben definito e per questo motivo deve prevedere e consentire un'elevata flessibilità in termini di disponibilità di tempo;

7) in quasi tutti i casi, soprattutto nei settori della politica e dello spettacolo, l'ufficio stampa instaura con chi rappresenta un rapporto di reciproca fiducia tale da diventarne spesso anche portavoce e/o press-agent; N.B.: la figura del portavoce non ha alcun obbligo amministrativo;

8) l'ufficio stampa per essere tale non ha bisogno di titoli specifici ma deve avere un buon livello di cultura generale, deve conoscere le tecniche di scrittura giornalistica e deve saper stare al passo con i tempi aggiornandosi costantemente, in un mondo in perenne e veloce evoluzione ormai 'globale', su ogni settore della comunicazione (carta stampa, radio, tv, marketing, pubblicità, grafica, internet, social, blog, telefonia, app, ecc.) . La sua migliore preparazione avviene principalmente con la costante esperienza diretta in più settori possibili del mondo della comunicazione cercando, però, di maturare la capacità di resistenza allo stress, la gestione delle situazioni impreviste, il relazionarsi con gli altri (possibilmente sempre con il sorriso sulle labbra), la divulgazione delle informazioni corrette o la gestione di quelle complesse e, tra le altre caratteristiche utili, il saper instaurare rapporti di fiducia con i personaggi o le aziende che rappresenta ma rimanendo sempre concentrato sugli obiettivi mediatici.

9) un valido ufficio stampa, quindi, è quella figura (persona o ufficio che sia) che ha una discreta esperienza nei vari settori che virano intorno al mondo della comunicazione e al tempo stesso, in base al budget di spesa che gli viene messo a disposizione dal personaggio/ente che rappresenta, che ha un'elevata capacità di raggiungimento degli obiettivi mediatici e promozionali prefissati. Attraverso il suo operato (comunicati, contatti, partnership, ecc.) e le sue conoscenze (giornalisti, testimonial, clienti, ecc.) e facendo le opportune distinzioni a seconda dei settori in cui opera, tutti i personaggi e tutte le aziende che egli rappresenta possono risparmiare un'elevata quantità di denaro (in campagne pubblicitarie, investimenti, ecc.) per arrivare ad ottenere analoghi risultati mediatici ma certamente di maggior pregio a livello di immagine.

La scrivente LES ARTISTES di Michele Piacentini, nata nel 1997 e divenuta anche testata giornalistica nel 2002 (Reg. Trib. Civ. di Roma 292/02 con Michele Piacentini Editore), è frutto di un'ampia esperienza maturata in svariati contesti anche commerciali grazie alle collaborazioni/partnership con numerose aziende dei settori dell'eno-gastronomia, Hi-Fi, orologeria, logistica/packaging, import-export, abbigliamento e altri ancora. Nello specifico ambito della comunicazione, invece, oltre a quanto è possibile ritrovare all'interno di questo sito web si segnalano alcuni esempi di prestigiose esperienze maturate e maturande: Segreterie Particolari del Ministero del Tesoro (1988-1997), promozione e produzione di spettacoli teatrali (dal 1993), produzione/promozione con relativi casting di film cine-tv (dal 1994), proprietà e gestione del Teatro Café LES ARTISTES a Roma (1997), organizzazione di grandi eventi (mari puliti con 'Goletta Verde' di Legambiente nel 1993, 'Premio Città di Fiuggi' dal 1993 al 2003, vari cantanti al Festival di Sanremo dal 1993 al 1997, '1° Motoraduno in Piazza San Pietro' in Vaticano nel 1999, omaggi a Giuseppe Verdi in Francia e Svizzera nel 2001, '150° Unità d'Italia' a Piazza S. Giovanni a Roma nel 2011, ecc.), realizzazione discografica di vari album-cd (dal 2007 al 2011), pubblicazione/promozione di libri (dal 2010), gestione degli eventi del Museo Vespa di Roma Bici & Baci, ufficio stampa dell'Ambasciata della Repubblica delle Filippine a Roma (dal 2012 al 2014), ufficio stampa della famiglia di Luigi Tenco (dal 2013) e rappresentanza, come press-agent e/o portavoce, di numerosi artisti e svariate aziende (dal 1997).

Essere rappresentati da LES ARTISTES non è costoso ma è un pregio limitato alle poche aziende o ai pochi personaggi, cioè alle poche persone, con cui si instaurano rapporti reciprocamente trasparenti oppure riccamente proficui.