2012/01/28 - Luigi Tenco 45 anni dopo: il Festival deve continuare

E’ sabato 28 gennaio del 1967 e tutti i giornali, di 45 anni fa precisi, riempiono le loro prime pagine di articoli sul suicidio del cantante Luigi Tenco e poi anche dell’andamento del Festival. Le foto che vengono pubblicate sono poche, ma il piombo fuso sulla carta è tanto. Tutte le testate battono quella iniziale notizia diffusa dall’Ansa, che a sua volta era stata precipitosamente e direttamente data dal Commissario Arrigo Molinari e al quale era stata riferita da chi, forse involontariamente, aveva emesso il verdetto del suicidio. Si sa, nel mondo dei mass-media c’è questa tendenza, il primo che da una notizia può anche dare un indirizzo e/o un determinato significato alla notizia stessa.

 

A distanza di decenni, rileggendo tutti i giornali dell’epoca, sembra quasi che ci sia stata una volontà superiore a far chiudere l’argomento Tenco come un gesto di uno squilibrato per poter proseguire la XVII edizione del Festival della Canzone Italiana, come se il fatto nulla avesse a che vedere con la gara stessa. In effetti una direttiva in tal senso c’era stata e di ciò ce n’è traccia nella breve conferenza che Ugo Zatterin tenne venerdì mattina, subito dopo l’allontanamento del corpo di Luigi dalla stanza 219. La hall dell’Hotel Saovy era piena di artisti e di cronisti e le parole di Zatterin segnarono l’accaduto come una situazione da non ingigantire perché frutto di un gesto isolato che avrebbe potuto condizionare un evento positivo come il Festival…

Ciò nonostante, qualche testata, pur di fare la ‘notizia bomba’, sabato mattina scrive “dichiarazione rivelatrice di Tenco (..) nella quale si dichiara capellone”, “La tragica accusa di Luigi Tenco”, “L’industria discografica”, “si crede poco all’effetto divismo di Tenco”, “tragedia al Festival”, “Dalidà (…) Assassini. Assassini. L’avete ucciso”, “Tenco si è ucciso perché la giuria ha bocciato la sua canzone”, “venuto a San Remo per vincere”, “Tenco voleva tornare a casa a dormire”, “Un gesto tragico (…) trovato morto da Dalidà verso le 02:30”, “Le canzoni dopo la tragedia”, ecc. ecc… E nel frattempo le strade di Sanremo si riempiono più del solito di fans, di turisti e di curiosi attirati non solo dal Festival ma anche dal tragico episodio. In breve tempo i negozi di dischi di tutta Italia esauriscono le 80.000 copie del vinile di ‘Ciao Amore Ciao’, cantata da Luigi Tenco e Dalida. La RCA, in seguito, farà stampare altre 300.000 copie che verranno vendute in poco tempo e Luigi Tenco e Dalida raggiungeranno presto la vetta di quella strana popolarità…

L’organizzazione del Festival, attraverso una certa stampa più vicina, cerca di dare ampio risalto al matrimonio che il cantante americano Gene Pitney avrebbe spontaneamente deciso di fare a Sanremo proprio sabato, giorno di svolgimento del Festival. Qualche cantante, approfittando della spropositata massa di giornalisti, si cimenta in gesti molto eccentrici, come giungere al Casinò Municipale ammanettato da qualcun altro. Altri ancora si esibiscono con dei look piuttosto singolari.

Ma il pubblico, tolta la curiosità di vedere dal vivo qualche personaggio famoso a cui chiedere autografi, non risponde come si vorrebbe dall’alto. Un’atmosfera di tristezza aleggia negli ambienti del Festival, nelle strade della città dei fiori e nei segnali radio-televisivi che raggiungono migliaia di televisori in bianco e nero che si trovano nelle case degli italiani e nei bar delle varie cittadine della penisola e di altri paesi europei.

Sicuramente la serata di oggi, di 45 anni fa, è la più vista anche perché è quella della finale del Festival. I cantanti in gara sono 28, due per ogni canzone. A fine serata, della XVII edizione del Festival di Sanremo, i presentatori professionisti Mike Bongiorno e Ranata Mauro proclamano vincitori dell’edizione del 1967 i cantanti Claudio Villa e Iva Zanicchi con la canzone "Non pensare a me" e edita dalla Cetra. A seguire, gli altri classificati sono Annarita Spinaci e Les Surf con "Quando dico che ti amo" della Interrecord, Giganti e Bachelors con "Proposta" della Ricordi, Ornella Vanoni e Mario Guarnera con "La musica è finita" della Ariston, Orietta Berti e Les Compagnons de la Chanson con "Io, tu e le rose" della Polydor, Lucio Dalla e The Rokes con "Bisogna saper perdere" della Arc, Sergio Endrigo e Memo Remigi con "Dove credi di andare" della Cetra, Gian Pieretti e Antoine con "Pietre" della Vedette, Johnny Dorelli e Don Backy con "L'immensità" della Cgd, Little Tony e Mario Zelinotti con "Cuore matto" della Durium, Carmen Villani e Pino Donaggio con "Io per amore" della Cetra, Wilma Goich e Bachelors con "Per vedere quanto grande è il mondo" della Ricordi, Remo Germani e Giorgio Gaber con "...E allora dai!" della Mgm ed infine Gianni Pettenati e Gene Pitney con "La rivoluzione" della Cetra.

Claudio Villa, subito dopo la gara e fuori dal Casinò, viene contestato da molti giovani mentre nell’aria si sente solo il silenzioso ritornello di “Ciao Amore Ciao” che alcuni interpretano come una canzone d’amore mentre altri la dedicano come segno di saluto amoroso verso Luigi Tenco…

(di Michele Piacentini)