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2015 - Come fare bene agli uomini

'Come fare bene agli uomini' è il racconto biografico di una delle escort più belle e più richieste in Italia, Blue Angy. I suoi racconti, erotici e a volte davvero hot, in realtà mettono in risalto la vita di una ragazza condannata dalla sua stessa bellezza a rappresentare sempre l'oggetto dei desideri degli uomini. Questa condizione, piuttosto sofferta soprattutto in età adolescenziale, si è poi trasformata con grande serenità e rispetto degli esseri umani in un lavoro che, alla fine della conta, si è rivelato il modo migliore per sopravvivere alla forza fisica, storica, sociale ed economica dell'uomo.

 

2014/04/02 - Nadia Toffa 'Quando il gioco si fa duro'

Il 2 aprile 2014 esce il libro-inchiesta della giornalista Nadia Toffa sul fenomeno della ludopatia in Italia. Nadia, di origine bresciana, inizia presto la sua carriera giornalistica attraverso alcune emittenti televisive locali ed altrettanto presto diventa un'inviata del programma Le Iene, all'interno del quale diventa quasi un simbolo per i temi che affronta con le sue inchieste. Tra i suoi servizi si ricorda quello sulle truffe compiute dalle farmacie ai danni del Servizio sanitario Nazionale e quello sulla proliferazione delle sale Slot Machine. A questo tema, di ampia complessità sociale, si ispira il libro 'Quando il gioco si fa duro' (Rizzoli Ed.).

 

L'anima e la notte

L'ANIMA E LA NOTTE - Della poesia e di altri versi, è l'ultimo lavoro introspettivo della poetessa Dale Zaccaria che con questa opera si addentra nei misteri dell'animo umano. La raccolta è una silloge poetica dedicata a Pier Paolo Pasolini ed include due poesie dedicate a Franca Rame ed una ad Alda Merini. Il tema amoroso non è rivolto soltanto al tu o al voi amato ma ha un respiro più ampio come nella poesia dedicata alle Madres De Plaza de Mayo o alla fratellanza universale come nella lirica Canzone per un bambino zingaro.

 

Il bambino che sognava i cavalli

Giuseppe Di Matteo, il bambino barbaramente ucciso dalla mafia siciliana. Fu rapito il 23 novembre 1993, quando aveva 12 anni, al maneggio di Altofonte da un gruppo di mafiosi che si travestirono da poliziotti. Il bambino credette forse di poter rivedere il padre, in quel periodo sotto protezione come pentito e lontano dalla Sicilia. Fu subito chiaro, invece, che il rapimento era finalizzato a spingere Santino Di Matteo, il padre, a ritrattare le sue rivelazioni sulla strage di Capaci. Dopo un iniziale cedimento psicologico il pentito non si piegò al ricatto, sebbene fosse angosciato dalle sorti del figlio, ma decise di proseguire la collaborazione con la giustizia. Il boss mafioso Giovanni Brusca decise così l'uccisione del bambino che, ormai fortemente dimagrito e indebolito dopo 779 giorni di prigionia, venne strangolato e successivamente sciolto nell'acido l'11 gennaio 1996, all'età di 15 anni.

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