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2011/10/27 - Cara Iena Enrico Brignano

CARA IENA ENRICO BRIGNANO. Tu te spacci pe' romano, ma io che so' de Roma so pure che sei 'n burino (burino = colui che vive nelle campagne limitrofe a Roma). Tu te spacci pe' comico, ma io che de cinema n'ho visto te dico che nun me fai ride co' li stessi pezzi de l'insegnanti tua. Ma soprattutto, ciò che m'offenne ner core, è che tu te spacci pe' non violento quanno critichi li ribelli che ce so' stati a Roma de recente... e tu 'nvece che fai? Je vorresti da er cricche addosso pe li danni cha t'hanno fatto a la città tua?! Pure tu, cor padrone tuo, continui a racconta' le fregnacce e a nun parla' de li 150.000 italiani che stavano a Roma e che volevano di' che se semo tutti rotti er cazzo de la gente che te paga pe sta lì!?! Famme er favore, nun parla' più de Roma mia!

 

2011/10/26 - Protestano contro la discarica e vengono denunciati per blocco ferroviario

PROTESTANO CONTRO LA DISCARICA E VENGONO DENUNCIATI PER BLOCCO FERROVIARIO. Alcune decine di persone hanno deciso di protestare contro la realizzazione di una nuova discarica nei pressi di Riano (Roma) e lo hanno fatto andando a bloccare i binari della ferrovia extraurbana Viterbo-Roma, passando su un passaggio a livello lasciato in stato di abbandono. Le Forze dell'Ordine, immediatamente allertate, hanno sgombrato in poco tempo i binari permettendo la ripresa della circolazione ferroviaria. Ma al tempo stesso hanno identificato e segnalato all'autorità competente, come è norma fare, tutti i soggetti che hanno partecipato a questa iniziativa da reato penale. La domanda che viene spontanea è quale sono state le attenzioni che le istituzioni hanno rivolto a questi cittadini che improvvisamente dovranno avere a che fare con una discarica in casa loro?

 

2011/10/25 - Anche i Vescovi protestano in strada

ANCHE I VESCOVI PROTESTANO IN STRADA. La situazione si fa molto curiosa: dopo la distruzione della statua della Madonna durante gli scontri di Roma e dopo tutte le polemiche giustamente sollevate dal mondo cattolico fa strano vedere un Vescovo manifestare in strada. Questo è quanto è accaduto due giorni fa a Civita Castellana, dove tutti i cittadini, otto Sindaci di altri paesi lì vicino ed un Vescovo in testa alla manifestazione si sono riversati in strada per protestare contro le misure restrittive attuate dal governo e a danno dei soliti lavoratori. "Gli operai fanno parte della Chiesa e la Chiesa fa parte integrante del mondo del lavoro" è la frase del Monsignor Romano Rossi, Vescovo di Civita Castellana, che ha saputo raccogliere l'entusiasmo del suo popolo.

 

2011/10/24 - Er pelliccia nun è un blecche blocche!

ER PELLICCIA NUN E' UN BLECCHE BLOCCHE! Questo è quanto ha dichiarato, e verificato dalla magistratura, lo studente universitario residente in provincia di Roma e che è stato immortalato con un estintore in mano durante i disordini di Piazza San Giovanni a Roma. I media lo hanno messo alla gogna spulciando il suo profilo Facebook o interpellando i suoi amici o estrapolando la reazione di sorpresa dei genitori che lo credevano al'università. In realtà era uno delle decine di migliaia di giovani stanchi della vita stressante dell'universitario (costi altissimi per gli studi, costi alti per l'affitto di una camera da letto nei pressi dell'università, caos organizzativo nel mondo universitario, ecc., ecc.) che si è fatto beccare mentre contestava malamente le sue sante ragioni.

 

2011/10/22 - Gheddafi un altro alleato tradito

GHEDDAFI UN ALTRO ALLEATO TRADITO. Secondo Beppe Grillo, noto per visioni alternative di ciò che accade nel mondo ed in Italia, la morte di Gheddafi rappresenta la fine degli alleati dell'Occidente. "E' morto un altro alleato dell'Occidente. Si chiamava Gheddafi. Le sue forze armate furono addestrate dall'Italia. Ha aiutato i servizi americani nella caccia ai terroristi islamici. Riforniva di petrolio l'Europa. Era un dittatore amico. Napolitano gli strinse la mano alcuni mesi fa e Berlusconi addirittura gliela baciò e con l'Italia sottoscrisse un trattato di pace. Riforniva con il suo petrolio l'Europa e con il denaro libico le banche internazionali che lo adoravano. La Libia è stata attaccata dagli aerei francesi e dai tomahawk americani, bombardata per mesi. Senza l'intervento della Nato, che ha operato fuori dal mandato dell'ONU, i ribelli non avrebbero potuto nulla. Chi li ha armati? In un Paese sotto il controllo di una dittatura da 42 anni è plausibile che i fucili mitragliatori e i blindati siano nati sotto i cavoli?"

 

2011/10/21 - Blindato bruciato Carabiniere salvato

BLINDATO BRUCIATO CARABINIERE SALVATO. Tante volte si è vista l'immagine della camionetta blindata dei Carabinieri data alle fiamme dai manifestanti e poche volte i mass-media, hanno fatto vedere il Carabiniere che ne è uscito portandosi in salvo. Perché questa differenza? Ha tutta l'aria di assomigliare ad una propaganda... del terrorismo psicologico. Ancora non si capisce se intorno al blindato ci fossero 300 o 500 violenti, però erano sicuramente tanti. Eppure, il Carabiniere che ne è uscito sano è anche riuscito a portarsi in salvo senza essere stato aggredito da nessuno. Perché allora parlare di violenti? Perchè allora il Presidente del Senato Schifani è andato a farsi il bagno di (poca) folla all'ospedale dove era stato ricoverato il Carabiniere (senza ferite) per ringraziarlo del suo atto eroico (il giorno dopo che alle Forze dell'Ordine sono stati tolti circa 90 euro dai loro stipendi)? Sembra proprio che i manifestanti non abbiano attaccato le persone ma solo i simboli dell'attuale sistema del potere.

 

2011/10/20 - Gli arresti della guerriglia di Roma

GLI ARRESTI DELLA GUERRIGLIA DI ROMA. Su circa 3.000 manifestanti violenti, così come dichiarato dalle istituzioni, solo 12 arresti! Ancora una volta è inevitabile pensare che qualcosa non quadra. O gli investigatori hanno preso un abbaglio oppure non potevano arrestare ciò che invece i mass-media, sempre come in un coro da spartito, chiedevano. Al momento di 12 arresti la magistratura ne ha convalidati solo 9. Forse i violenti non sono stati violenti?

 

2011/10/19 - I danni della guerra di Roma

I DANNI DELLA GUERRA DI ROMA. Tutti i mass-media si accaniscono, come in un coro da spartito, contro gli ipotetici Black Block che hanno devastato Roma. Però, a ben guardare le immagini propinate dagli stessi media, si sono viste danneggiate solo le vetrine di poche banche, gli sportelli di pochi Bancomat, un supermercato, una Mercedes ultimo modello, una Audi ultimo modello, una Smart super accessoriata, due utilitarie (con permessi di parcheggio di privilegio), una statua della Madonna, un edificio del Ministero della Difesa (dapprima scambiato dai media stessi per una caserma e poi rivelatosi malauguratamente l'abitazione di un generale in pensione), bidoni dell'immondizia, una camionetta blindata dei Carabinieri bruciata, Sanpietrini (pavimentazione tipica delle strade di Roma) e qualche altra cosa. Se i violenti fossero stati veramente in 2.500-3.000, ciò che è accaduto risulta poco credibile rispetto a quanto potrebbe fare una massa inferocita. Se invece fossero stati un centinaio e poco più (cosa molto più verosimile), allora erano troppo ben organizzati per essere semplicemente violenti o Black Block.

 

2011/10/18 - Strani vestiti per essere dei Black Block

STRANI VESTITI PER ESSERE DEI BLACK BLOCK. Guardando attentamente le immagini della guerriglia urbana che si è scatenata sabato scorso a Roma, viene difficile considerare l'accaduto come se fosse stato messo in scena da un'organizzazione criminale, comodamente e falsamente denomintata Black Block. Le persone bene organizzate agli assalti (prima di arrivare a Piazza San Giovanni) erano incapucciate ed avevano, in alcuni casi, indumenti o accessori (scarpe, orologi, ecc.) di chi si può permettere certe spese personali e non di certo di disagiati economici. Le persone che partecipavano all'atto di guerriglia dell'ampia Piazza San Giovanni avevano in buona parte un'età matura e non di ragazzetti ribelli. Ed anche in queste si vedevano bene stili di abbigliamento, per quanto casual o sportivi fossero vista l'evento a cui partecipavano, che li contraddistingueva bene dagli ipotetici rivoluzionari squattrinati. Viene facile dedurre che o la manifestazione era un segnale di protesta popolare e da parte delle varie classi sociali oppure che qualcuno si fosse infiltrato per fomentare i giovani inesperti di protesta sociale.

 

2011/10/17 - Black Block a Roma: qualcosa non quadra

BLACK BLOCK A ROMA: QUALCOSA NON QUADRA. Per tutto il weekend tutti i mass-media hanno arricchito i loro indici di ascolto con le immagini della protesta di Roma puntando il dito sui Black Block e sull'effetto guerra nel centro della Città Eterna. Cristina Parodi ha aperto il TG5 parlando di 100 delinquenti ed ha presentato un video che parlava di 500 violenti. I conduttori del programma In Onda di La7 erano ossessionati dal pretendere le distanze degli altri manifestanti, che invece chiedevano di parlare dei contenuti della manifestazione, dai devastatori di Roma. Il direttore del TG4... citarlo è tempo sprecato. Tutti parlavano di un centinaio di Black Block fin quando il Sindaco Alemanno ha ingenuamente dato un numero più preciso e al tempo stesso più preoccupante: 2.500-3.000 manifestanti violenti! Il dato non è preoccupante per la violenza che potrebbe rappresentare ma per la grande quantità di persone stanche di questo sistema!

 

2011/10/15 - Eliminare la crisi recuperando i soldi a fondo perduto

ELIMINARE LA CRISI RECUPERANDO I SOLDI A FONDO PERDUTO. Sono in molti a chiedersi che fine abbiano fatto tutti i soldi che lo Stato ha elargito a società, industrie e coperative spesso inesistenti. Altrettanti sono quelli che hanno provato a fare dei calcoli stimando che, dal recupero di parte di queste somme, si potrebbe riuscire ad uscir fuori dalla grave crisi economica. L'Italia è in default, ma allo stesso tempo sarebbe uno dei Paesi più ricco del mondo. Se venissero recuperati i soldi degli sprechi, delle grandi evasioni e delle troppe corruzioni si disporrebbe di circa 500 miliardi di euro in più all'anno. Senza chiedere alcun sacrificio ai cittadini, il debito pubblico sarebbe azzerato in circa 4 anni. Eppure la classe politica, anziché promulgare leggi per recuperare i soldi rubati ai cittadini e che sono passati attraverso le mani di faccendieri ed industriali, elabora decreti e norme che ricadono sul popolo e promuovono spot televisivi contro l'evasione di tasse per scontrini fiscali non emessi, per esempio, da un bar che a stento arriva a pagare l'affitto delle mura dell'attività stessa. Sicuramente, se ci fosse più equità nelle tasse e nelle categorie sociali, molti gestori di piccole attività non sentirebbero la necessità di dover evadere qualche scontrino...

 

2011/10/14 - Assedio BankItalia

ASSEDIO BANKITALIA. E' di giovedì sera la lunga manifestazione di protesta contro le attività di BankItalia, di fatto la destituita Banca d'Italia che doveva garantire i soldi e le procedura bancarie di cui fanno uso i cittadini italiani. Fino alle 22:00 circa gli elicotteri hanno sorvolato il centro di Roma per poter controllare i manifestanti che protestavano. Temevano forse attacchi all'edificio simbolo di Via Nazionale. L'intero stradone in cui è collocata la sede di Bankitalia, lungo più di un chilometro e mezzo, è stato chiuso al traffico ed una quantità enorme di camionette blindate delle Forze dell'Ordine hanno presidiato gli edifici importanti di BankItalia per difenderli dalla gente che protestava. Il giorno dopo, passeggiando per Via Nazionale, rimaneva lo stato d'assedio militare. Tutto dava l'idea di una guerra civile da fronteggiare ed il cui odore saliva su dalle fessure dei sanpietrini come i fumi che fuoriescono dai tombini di una strada londinese...

 

2011/10/13 - I cavalli, una specie abbandonata dal legislatore

I CAVALLI, UNA SPECIE ABBANDONATA DAL LEGISLATORE. Questa è la battaglia della Onlus Horse Angel che da anni cerca di sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni per ottenere un adeguato trattamento verso questi animali. Oggi si apre la manifestazione 'Cavalli a Milano', dove l'associazione promuoverà tutte le sue campagne ed i suoi impegni.

 

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2011/10/12 - E' crisi ma nessuno lo vuole dire ne far sapere

E' CRISI MA NESSUNO LO VUOLE DIRE NE FAR SAPERE. La manipolazione dell'informazione (giornali, tv, radio) è molto più di un sospetto! Il controllo della rete è molto più di un timore! La rivolta in Val di Susa, la rivolta a Lampedusa, lo sciopero di importanti categorie di lavoratori, l'occupazione di oltre cento scuole italiane, l'occupazione di importanti teatri e centri della cultura sono molto di più di un segnale di malessere! Eppure nessun lavoratore di 'prestigio' dei vari mezzi di informazione vuol dire che l'Italia sta in crisi e soprattutto che sta in rivolta. La crisi di governo è a un passo, ma gli 'onorevoli' condannati e quelli non spiritualmente 'eletti' (pur essendo stati eletti dai loro partiti senza sezioni) riescono a tener duro il loro ruolo sulle poltrone di pelle del Palazzo. Più costoro tengono le loro posizioni (spesso per i loro unici interessi) e più tirano la corda del disagio sociale! La crisi c'è! E' evidente... nelle famiglie, nelle proprietà private dei cittadini, nelle tasse, nella giustizia di fatto attuata solo per chi ha denaro per ottenerla ed in qualsiasi altra forma che si possa palesemente manifestare ad ogni passo di strada che si percorre. Ma nessuno lo vuole dire!

 

2011/10/11 - Gli studenti italiani sequestrano oltre100 istituti scolastici

GLI STUDENTI ITALIANI SEQUESTRANO OLTRE ISTITUTI SCOLASTICI. 'Avanguardia Studentesca', il movimento degli studenti identitari, rivendica il blitz messo a segno durante la notte del 5 ottobre in almeno cento istituti scolastici italiani. Nel Viterbese il movimento studentesco ha preso di mira le scuole 'Itis Leonardo da Vinci', il 'Paolo Savi' ed il 'Colasanti' di Civita Castellana divertendosi ad apporre simbolicamente e provocatoriamente i 'sigilli di sequestro' con un nastro bianco e rosso. Un’azione provocatoria e svoltasi contemporaneamente in altre cento scuole italiane, per evidenziare i tanti problemi dell'edilizia scolastica che coinvolgono ormai buona parte degli edifici. “Con questa iniziativa goliardica – afferma Vittorio Rosati, responsabile provinciale di Avanguardia Studentesca – vogliamo denunciare il degrado in cui versano molte scuole della provincia di Viterbo. Riteniamo sia urgente convocare un tavolo tra l’amministrazione provinciale, responsabile dell’edilizia scolastica, e la rappresentanza studentesca per analizzare la situazione delle scuole superiori e predisporre gli interventi più immediati. Avanguardia Studentesca inoltre lancia oggi la campagna per chiedere al Governo un piano nazionale dell’edilizia scolastica che preveda la costruzione di nuovi edifici scolastici, l’ammodernamento delle strutture esistenti e la messa in sicurezza di tutte le scuole”.

 

2011/10/10 - Fabbrica di ceramiche con operai in cassa integrazione mentre commerciava ceramiche cinesi

FABBRICA DI CERAMICHE CON OPERAI IN CASSA INTEGRAZIONE MENTRE COMMERCIAVA CERAMICHE CINESI. Nel viterbese gli inquirenti sospettano un grosso giro di affari illeciti sui sanitari cinesi venduti per made in Italy e trovano un'azienda che aveva mandato in cassa integrazione molti operai senza possedere i requisiti. Decine di pratiche di cassa integrazione presentate da aziende del distretto industriale ceramico di Civita Castellana sono al vaglio dei carabinieri e degli ispettori del Ministero del Lavoro che indagano sullo scandalo dei sanitari importanti dalla Cina e venduti come produzione propria. Le verifiche in corso riguarderebbero un grosso numero di società e non solo quelle già coinvolte nelle indagini, in primo luogo l’Althea di Genesio Bevilacqua, i cui rappresentanti legali sono stati iscritti nel registro degli indagati per frode in commercio e truffa aggravata ai danni dello stato. La cifra in ballo sarebbe enorme e corrisponderebbe all'equivalente degli ultimi due anni di erogazione di centinaia di migliaia di ore di cassa integrazione ordinaria e/o speciale e di un numero elevatissimo di indennità di mobilità e di disoccupazione. Il sospetto degli inquirenti è che la produzione locale fosse stata bloccata per essere sostituita con quella importata dalla Cina o dal Nord Africa, mantenendo da una parte i profitti commerciali e dall'altra gli introiti per i loro dipendenti che finivano a carico dell'Inps. La frode fiscale e la truffa ai danni dell’Inps riguarderebbe più soggetti rispetto a quelli sottoposti ad indagine ed il loro numero potrebbe ulteriormente crescere. Si tratta di imprese che negli ultimi due-tre anni hanno fatto un massiccio ricorso alla cassa integrazione per gli operai, causando un esborso per l'istituto Nazionale di Previdenza Sociale di svariati milioni di euro, dei quali oltre due per la sola società Althea. Gli inquirenti, spulciando nella documentazione delle aziende, avrebbero riscontrato un traffico di Tir e di container che non troverebbe giustificazione in fabbriche con i macchinari e i forni fermi da mesi o addirittura da anni. Per i sanitari di fascia medio-bassa le aziende in questione avrebbero importato materiale cinese spendendo circa 15 dollari al pezzo per rivenderlo, poi, con il loro marchio a circa 200 euro... con numerosi operai a casa ed altrettante famiglie senza un reddito.

 

2011/10/08 - Giù le mani da internet

GIU' LE MANI DA INTERNET. In Italia sia Scajola che Marroni (entrrambi Ministri dell'Interno) tentarono, soprattutto con il pretesto della statuetta lanciata sulla bocca del Presidente del Consiglio Berlusconi, di dare una 'sistematina' ed un 'controllo' al mondo internet. Poi è venuta la volta del recente EG8 che si è tenuto a Parigi, a noi noto per le accuse di Berlusconi contro i magistrati di sinistra confidate al Presidente Obama, che ha dedicato ampio spazio a Internet con 'i Grandi della Terra'. Dal blog di Beppe Grillo si apprende che "l'evento è stato voluto dal bombardiere francese Sarkozy, reduce dalle imprese in Libia e in Costa d'Avorio, per regolamentare a livello internazionale la Rete, in particolare per la pubblicazione dei contenuti. La Francia ha fatto approvare una legge censoria, detta "three strikes and you are out", che impedisce per sempre l'accesso a Internet attraverso i service provider a chi si collega per tre volte a siti P2P per scaricare contenuti ritenuti illegali. Per questo scopo è stata addirittura creata un'agenzia che invia due mail di avviso e poi ti stacca la spina. Lawrence Lessig, autore di "Free Culture", avvocato statunitense ed esperto dei problemi legati al copyright definì la legge <<una soluzione da cerebrolesi>> che invece di sviluppare nuovi settori, proteggeva attività in declino. La società McKinsey ha calcolato che per ogni posto di lavoro perso in Francia negli ultimi 15 anni a causa di Internet ne sono stati creati 2,4 nuovi grazie alla Rete (...). Al summit sono stati invitati i principali attori della Rete. Molti hanno disertato come Cory Doctorow di Boing Boing che considera l'EG8 un tentativo dei governi di mettere le mani sulla Rete. Sarkozy ha aperto i lavori con un discorso intimidatorio rivolto a chi usa la Rete <<Il mondo che rappresentate non è un universo parallelo dove non sono contemplate le regole legali e morali e i principi che governano la società>>. 
Quali sono queste regole e quali interessi proteggono? La legge sul copyright risale allo Statuto di Anna del 1710, una legge fatta su misura dopo l'invenzione della stampa di Gutemberg. Introduceva la proprietà intellettuale dell'autore (un periodo di 15 anni) e una tutela politica. Nei secoli la legge è diventata maggiormente restrittiva (il copyright si sta estendendo a 100 anni) e le pene sono sempre più severe. Il copyright, di fatto, è diventato una barriera per lo sviluppo della Rete. 
All'incontro dei "Grandi" alle Tuileries (EG8) sono stati invitati due elementi di spicco dell'Italia, il nuovo che avanza, Bernabè di Telecom e Carlo De Benedetti del Gruppo L'Espresso. Quest'ultimo che ebbe a dire che Google è un parassita dell'informazione ha rincarato la dose <<Pensiamo che sia ingiusto che Google o altri prendano i nostri contenuti senza pagare>>". Io aggiungo che il controllo della rete e di ogni utente, un po' come accade per la telefonia, l'editoria e la mancanza di libertà d'espressione, esiste da sempre ma per ora mancano solo gli accordi internazionali per 'disciplinare' l'uso della rete. Riusciranno i nostri grandi eroi anche in questa impresa?
Forse siamo arrivati al dunque, alla resa dei conti. Questa gentaglia vuole chiudere la Rete. Non può farlo per decreto e allora crea leggi su leggi per limitare, circoscrivere, oscurare. L'annuncio di Wikipedia che chiude il suo sito alla consultazione è una reazione a un atto gravissimo che limita la libertà di opinione. La legge Alfano, noto da tempo per la super porcata del Lodo Alfano, è un atto di guerra contro l'informazione libera, peggio delle leggi fasciste, peggio di tutto. Se chiudono la Rete nessun dialogo sarà più possibile e non ci sarà alcuna alternativa alla piazza.

Ricordiamo che Obama (indipendentemente dall'opinione che si ha su di lui), i referendum sulla gestione dell'acqua in Italia e tante altre battaglie politiche e sociali sono state vinte grazie alla libertà di espressione avvenute in rete!!!

 

2011/10/07 - Steve Jobs, una grande eredità prima e dopo la morte

STEVE JOBS, UNA GRANDE EREDITA' PRIMA E DOPO LA MORTE. E' risaputo che anche i grandi hanno grandi difficoltà a gestire la morte, anche quando questa è annunciata. Steve Jobs era malato e negli ultimi anni ha vissuto sempre al fianco di questa compagna oscura, che poche ore fa lo tradotto in un altro mondo. Fino a poco fa era molto meno noto, almeno per le notizie diffuse in Italia, di Bill Gates il presidente della Microsoft ma le sue imprese nel mondo della tecnologia, dei software e dei computer sono stati altrettanto eccellenti, originali e di profonda importanza per l'intera collettività occidentale. L'eredità tecnologica che egli lascia al mondo è immensa, ma a chi ha avuto modo di ascoltare le sue parole e di conoscere la sua filosofia di vita ha lasciato sicuramente un'eredità culturale ancora più grande: reagire e creare anche quando si sa di essere di fronte alla morte!

 

2011/10/06 - La banda della Magliana, un problema ancora attuale

LA BANDA DELLA MAGLIANA, UN PROBLEMA ANCORA ATTUALE. Questo è quanto è emerso dalla pubblicazione della seconda edizione del libro della giornalista Angela Camuso 'Mai ci fu pietà, la banda della Magliana dal 1977 a oggi'. Contiene 60 pagine aggiuntive di notizie inedite sull'inquietante presenza della banda ai giorni nostri alla luce dei verbali di un nuovo pentito, il catanese Dario Marsiglia, rivelatrici di una sorprendente babele criminale che ci riporta con un salto spaventoso nel passato. I vecchi boss della Banda della Magliana che silenziosi tornano a mettere le mani sulla città di Roma. Che progettano omicidi negli anni in cui tutti li credono estinti e nella capitale si gira "Romanzo Criminale". Che si riuniscono in summit in ristoranti nel quartiere storico di Testaccio, già roccaforte del celebre Renatino De Pedis. Che stringono alleanze con la mafia di Provenzano, trafficano droga e diamanti, riscuotono il pizzo, controllano il giro di scommesse clandestine e cercano rinnovate entrature nei palazzi del potere.

 

2011/10/05 - Le banche sono i nuovi governi

LE BANCHE SONO I NUOVI GOVERNI. Lo si pensa in tanti ma lo si dice in pochi. Fortunatamente qualcun altro riesce a spiegarlo con poche e chiare parole che noi riportiamo per intero, a proposito della "Bancocrazia" denunciata nel blog di Beppe Grillo: "C'erano una volta i parlamenti, i governi federali e nazionali, i pubblici dibattiti sul futuro delle nazioni. C'era persino l'ONU che non funzionava un granché, ma era pur sempre uno straccio di organo rappresentativo. Tutto questo è memoria, cenere di democratica parvenza, polvere del passato. Non conta più nulla. Altri organismi li hanno superati con sigle misteriose per la gente: WTO, BCE, FMI. Il nostro destino è nelle loro mani, ma non sappiamo chi li dirige, chi ne decide gli obiettivi. Nessuno ne ha eletto i rappresentanti, ma da loro dipendono le nostre vite. La BCE, una banca, può inviare, senza che nessuno più si scandalizzi, una lettera a un governo in carica dettandogli le condizioni e minacciandolo di licenziamento."

 

2011/10/04 - Luigi Tenco, un caso insabbiato

LUIGI TENCO, UN CASO INSABBIATO. Ieri sera su Rai2 è andata in onda una puntata del programma 'Delitti Rock' che parlava del caso di Luigi Tenco, ancora una volta in modo blando ed impreciso. Lugi Tenco è il cantautore italiano trovato morto in una stanza di hotel dopo la prima serata del Festival della Canzone Italiana di Sanremo del 1967. La prima persona che ne annunciò la morte fu la famosa cantante italo-francese Dalida, sua compagna musicale per quell'edizione del Festival, che uscendo dalla stanza di Tenco gridò "Assassini! Assassini!"... verso non si sa chi. Prima ancora di ogni sopralluogo e soprattutto prima di uscire da casa sua a Genova ed in piena notte (ore 02:40 circa), il Commissario Arrigo Molinari telefonò all'Ansa per comunicare il suicidio del cantante. Giunto sul posto constatò ed annunciò l'avvenuta morte di Luigi Tenco per arma da fuoco. I vicini di stanza (Lucio Dalla, Sandro Ciotti, i Compagnons ed altri), che a quell'ora erano ancora tutti svegli, dichiararono di non aver udito nessun rumore di arma da fuoco. Poi sopraggiunse Dalida, che nel frattempo si era allontanata, che consegnò alla Polizia il tanto discusso 'biglietto di addio' scritto da Tenco che lei aveva preso quando aveva scoperto il cadavere del cantante. Il cadavere fu portato via, in obitorio. Poiché non furono fatti i rilievi scientifici obbligatori per legge, il cadavere di Luigi Tenco, nel frattempo ripulito e con indumenti lavati, fu riportato nella stanza dell'hotel. La notte stessa Dalida, dopo una breve deposizione al Commissario Molinari, partì velocemente per la Francia, Lucio Dalla rimase terrorizzato per oltre 40 anni, il Festival musicale proseguì normalmente il giorno successivo e Luigi Tenco venne sepolto senza il commiato di nessun suo collega dello spettacolo... eccezion fatta per i fratelli Reverberi, De Andrè e Michele.

I mass-media (all'epoca erano fortemente sensibili alle direttive delle autorità) diffusero subito la notizia del suicidio. Poi qualcuno ricamò un profilo psicologico instabile del cantante ed ecco che la notizia del bel tenebroso depresso girò facilmente in tutta Italia con la conseguente etichetta di condanna verso colui che invece è ritenuto da molti uno dei primi cantautori italiani. Ritenere che ciò sia omicidio, non essendo un'autorità giudiziaria, non è possibile. Ma esserne convinti non lo impedisce nessuna legge, soprattutto quando, dopo molti anni, spunta una foto che evidenzia una sorta di pestaggio sul volto del cadavere! Questa azzardata operazione di ricerca della verità, a cura del gruppo La Verde Isola, non ha ancora trovato nessun magistrato, dal 1967 ad oggi, disposto a verificare il reale andamento dei fatti. Ma, prima o poi, quando verranno meno gli interessi ancora legati a quegli anni, la verità emergerà!

 

2011/10/03 - Il caso Meredith: la protesta contro la giustizia italiana

IL CASO MEREDITH: LA PROTESTA CONTRO LA GIUSTIZIA ITALIANA. Tutta l'Italia, tutta l'Europa e tutta l'America ha aspettato quasi con ansia la rappresentazione televisiva del Tribunale Penale di Perugia che, tra le 21:30 e le 22:00 di oggi ed orario di punta dei programmi tv italiani, doveva emettere il suo verdetto nei confronti di Amanda e Raffaele... gli assassini, secondo la pesante sentenza del primo grado di giudizio, della studentessa inglese Meredith. In questi quattro anni trascorsi dall'omicidio fino ad ora si è detto di tutto e tutto era il contrario di tutto. Amanda e Raffaele erano stati indicati dai mass-media come i fidanzati diabolici, opportunisti, spietati e sanguinari. Poi si era sentito parlare di pressioni politiche dall'America a favore della sua concittadina Amanda e qualcuno in Italia si era indignato. Come se non bastasse, qualcun altro aveva fatto circolare alcune voci che riferivano di un certo potere della famiglia dell'italiano Raffaele con un padre medico legale ed una sorella Commissario di P.S. e così anche altri italiani si erano indignati. Ma alla fine, pochi mesi fa, ecco che il Tribunale di Perugia decide di dare l'ok per una perizia che era stata negata durante il processo di primo grado ed oggi, con la tipica puntualità dei programmi televisivi di prima serata, si sente in diretta la lettura della sentenza che scagiona con formula piena ("perché il fatto non sussiste") i due teneri ragazzi, Amanda e Raffaele. E' evidente e naturale la reazione di protesta della gente ammassata fuori gli uffici del Tribunale di Perugia, perché è normale rimanere delusi da un cambiamento della giustizia così totale e radicale. E' normale protestare contro chi ha diffuso un certo tipo di opinione nel pubblico (televisivo) e poi rendersi conto che nulla di ciò che era stato detto era vero. Dispiace che vengano coinvolti in questa protesta popolare (protrattasi anche davanti le carceri dove sono stati riportati gli ex assassini per le formalità da espletare per la "liberazione immediata") due ragazzi innocenti, ma nel cuore delle persone sensate forse il dispiacere più grande è che la britannica Meredith non ha avuto la giustizia che meritava e che ora, con molta probabilità, ci si dimenticherà di lei e della sua famiglia che forse non ha la stessa capacità di coinvolgimento dei media che hanno avuto Amanda e Raffaele.

 

2011/10/01 - La strumentalizzazione delle carceri stracolme

LA STRUMENTALIZZAZIONE DELLE CARCERI STRACOLME. Sicuramente è giusto parlare delle pessime condizioni nelle quali versano le carceri italiane perché è assurdo che degli esseri umani, per quanto rei di delitti, siano sottoposti ad una sorta di tortura contro la dignità umana derivante dalle condizioni in cui si trovano le strutture penitenziarie italiane. Le celle sono oltremodo piene di detenuti, più del doppio di quanto ne potrebbero e dovrebbero contenere. Circa la metà dei detenuti sono stranieri. Poco meno della metà di loro non sono ancora condannati perché o sono in attesa di giudizio oppure sono in detenzione preventiva per evitare un eventuali inquinamento delle prove se si trovassero in libertà. La maggioranza di loro non ha la possibilità di seguire un corso formativo (povero Cesare Beccaria) per essere riabilitato e reintegrato nella società e nelle sue norme, in quanto manca il personale ed i fondi sia per il personale che per la manutenzione delle strutture stesse. Anche la Polizia Penitenziaria è sotto organico... Eppure qualcuno, tra i politici, ha iniziato la battaglia dei diritti umani dei detenuti a pochi mesi prima delle nuove elezioni. Pur condividendo le ingiustizie sulle disastrose condizioni psico-fisiche che i detenuti (molti dei quali, a fine dei processi, risulteranno addirittura innocenti) devono subire, pare però che parlare di questo argomento ora abbia un odore di strumentalizzazione. La storia recente ci insegna che toccare argomenti come condoni ed amnistie abbia portato un bel po' di voti a chi ha proposto queste iniziative ed è ovvio che parlare delle carceri e di qualche norma 'libera tutti', poiché non ci sono i fondi per la manutenzione delle carceri, potrà portare i voti dei parenti e degli amici degli eventuali detenuti liberati. La storia recente italiana, infatti, ha anche dimostrato che senza un adeguato lavoro di rieducazione molte di queste persone torneranno a compiere nuovamente azioni delittuose...

 

2011/09/30 - La scissione di Bossi

LA SCISSIONE DI BOSSI. E' risaputo che in Italia non potrà mai avvenire nessuna scissione geografica ne istituzionale (almeno per ciò che è inerente ai poteri forti), perché così fu imposto da una serie di trattati che caratterizzavano il nascente Belpaese sin dall'epoca dell'unità d'Italia (quando fu ceduta Nizza e la Savoia alla Francia) fino al recente conflitto mondiale (quando gli americani graziarono lo stivale dai bombardamenti a tappeto)... e che tuttora costituiscono una forte condizione di esistenza del nostro Stato. Altre ragioni, tra le quali quelle che risiedono sotto la bandiera tricolore dell'orgoglio patriottico, inducono a snobbare il catastrofismo istituzionale e geografico prospettato da Bossi e dai suoi colleghi di lega, come giustamente ha rammentato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La questione, però, rimane aperta visto che nessuna autorità interviene per le numerose offese gratuite che quest'uomo lancia contro lo Stato italiano e lascia profondo spazio ai dubbi che molte persone hanno sull'eventuale scissione dei campi di roteazione dei due neuroni che caratterizzano la psiche di Bossi...